Quando si arriva per la prima volta in una realtà nuova bisogna porsi una domanda fondamentale: “perché esiste?”. Spesso la risposta sarà sorprendente come nel caso di questa città, adagiata come un grande vascello lungo le sponde del fiume Po. Cremona è la prima colonia romana fondata nel territorio transpadano, all’epoca occupato da popolazioni non propriamente amichevoli. Difesa, attacco, controllo sono alla base della nascita della città costruita nel 218 a.C. su di un piccolo terrazzamento naturale in mezzo all’acqua. Volete la prova? Andate dietro la Cattedrale e vi accorgerete che tutte le strade che avete davanti a voi, corso XX Settembre, via Bonomelli, via 11 Febbraio vanno in discesa: ecco il lato della piccola collina che digrada verso le paludi e i rami morti del fiume. Quando tornerete in piazza del Comune avrete raggiunto il punto più alto del terrazzamento naturale su cui sorge Cremona. La città romana è in parte visibile, in attesa di nuove scoperte che sono all’ordine del giorno, camminando lungo i tracciati principali del Cardo Massimocorso Campi, via Verdi, via Monteverdi fino a piazza Marconi – e del Decumano massimocorso Mazzini, corso Cavour, via Cavallotti. In via Solferino è visibile un tratto di strada romana perfettamente conservato e in piazza Marconi si trovano i resti di una grande villa chiamata “Domus del Ninfeo”. Mattoni e marmi romani sono stati utilizzati nel cantiere della Cattedrale e sotto la stessa, non visibile, si trova una villa romana. Sicuramente il luogo migliore per capire cos’era veramente Cremona nel periodo romano, dalla Repubblica all’Impero, è il Museo Archeologico di San Lorenzo raggiungibile da via Gerolamo da Cremona, il tratto cittadino della strada consolare Postumia che metteva in collegamento Aquileia con Genova da mare a mare passando per Cremona. In questo piccolo scrigno d’arte incontrerete Cremona in connessione diretta con Roma e altre località dell’Impero scoprendo così una storia antica e potente in termini di fascino e legami culturali tra una realtà “piccola” e l’allora intero mondo conosciuto.

Strada Romana

Siamo nel 1967, il palazzo della Camera di Commercio si deve ingrandire lungo la via Solferino quando un colpo di …

Domus del Ninfeo

”Quarantamila armati fanno irruzione in città… Alla fine, mentre ovunque edifici sacri e profani rovinavano tra le fiamme, il solo …

Ponte di Po

Attraversare il Po? Un tempo era nuoto, un tempo erano barche isolate, un tempo era un ponte di barche…un tempo …

Quando s’incontra una persona la prima cosa che si fa è guardarla in viso, negli occhi. Cremona non è una persona sola ma migliaia di persone, come incontrarla? Quale volto bisogna guardare? Sicuramente il centro della città contiene anche il suo volto, la piazza del Comune è espressione di una storia che racconta di più di duemila anni di evoluzione ed è ancora oggi l’immagine che i cremonesi apprezzano di più per raccontare la loro città. La Cattedrale, che sorge sui resti di una villa romana e su successivi edifici religiosi, racchiude in sé, dalla fondazione dell’agosto 1107, il frutto delle scelte di una intera comunità. Dedicata alla Vergine Assunta, è il frutto di un lavoro sinergico delle anime della società medievale, di quel Comune che segna una svolta nella vita di Cremona. La facciata della chiesa è un continuo rimando di materiali e forme che dialogano tra loro parlando la lingua del Romanico, del Gotico e del Rinascimento. La superficie calpestabile della Cattedrale è maggiore di quella della piazza, simbolo quindi di un’accoglienza verso l’intera comunità! Le sue tre facciate guardano alla città e ricevono con pari dignità le persone che qui arrivano da ogni parte, da ogni punto cardinale, dell’impianto urbano e dei dintorni! Cremona è in continua stretta relazione con la sua Cattedrale e viceversa. Al suo interno troviamo i segni di una decorazione che si è evoluta in quasi ottocento anni, consegnandoci tra le altre cose il ciclo di affreschi della navata centrale (1506-1522) riconosciuta come la “Cappella Sistina della Padanìa”. Ai lati della Cattedrale troviamo il Torrazzo e il Battistero. La grande torre è la massiccia guardia della città dalla metà del XIII secolo, dalla sua sommità osserviamo il mondo fuori e se la guardiamo bene non possiamo non pensare ad un incontro con l’Oriente favorito dal fiume Po e da Federico II. Il Battistero del 1167 con la sua struttura ottagonale parla di infinito e di continuità; sotto la Cattedrale esiste un altro battistero del IV secolo, non visibile, a forma di ottagono! Quando si sta al centro della piazza però non si può fare a meno di notare come le due anime della città, quella religiosa e quella civile, abbiano deciso di occupare lo stesso spazio con la presenza del palazzo del Comune del 1206, successivamente costantemente ingrandito, e l’attigua Loggia dei Militi del 1292. Quando la città subisce le radicali trasformazioni durante il periodo del Fascismo non poteva che cambiare anche l’aspetto del suo centro e a completare la visione d’insieme della piazza ecco comparire nel 1928 il palazzo dell’Agricoltura

Il volto di Cremona è qui, in questo luogo che può anche essere definito un cuore dal quale, come vene, partono tutte le strade che vi portano a visitare tutto il corpo della città per scoprirne la bellezza…anche grazie all’incontro con i cremonesi che sono la sua anima!

Il Torrazzo

“Nell’anno 1292…fu fatta questa opera con il denaro del Comune di Cremona” così recita la lapide posta in facciata della …

Loggia dei Militi

“Nell’anno 1292…fu fatta questa opera con il denaro del Comune di Cremona” così recita la lapide posta in facciata della …

Andare oltre! Questo atteggiamento è fondamentale quando si visita un luogo, una città. Andare oltre quello che è “la cosa da vedere assolutamente”. Dopo aver scoperto l’immagine principale di Cremona bisogna cercare di approfondire l’incontro appena avvenuto. Hai visitato la Cattedrale? Bene! Non ti è sfuggito niente? Per esempio se guardi gli affreschi della navata centrale puoi guardare in faccia, attraverso i volti dei personaggi, la storia della comunità ebraica di Cremona, seconda solo a quelle di Venezia e Ferrara e presente in città dal 1441 al 1575. Spostandosi di poco dalla piazza del Comune si raggiungono i giardini pubblici di piazza Roma dove può essere ricostruita la vicenda della chiesa di San Domenico, demolita a partire dal 1868 della quale rimangono a ricordo dell’area occupata due vasi in bronzo su piedistallo come segno del limite del lato nord, e la lapide a ricordo della tomba dell’illustre cremonese Antonio Stradivari sepolto in questa chiesa nella cappella del Santo Rosario. I giardini centrali della città erano anche tra i luoghi preferiti da Giuseppe Verdi quando veniva a Cremona per il mercato o per incontri personali.

Una particolarità di Cremona è quella di essere una città dai due cuori: il primo è la piazza del Comune, il secondo è piazza Cittanova sulla quale si affacciano l’omonimo palazzo e la chiesa di Sant’Agata, a pensarci bene una riproposizione per strutture e simboli del primo. Il Palazzo Cittanova, del 1256, somiglia con i suoi archi gotici al Palazzo Comunale e la chiesa di Sant’Agata richiama il ruolo della Cattedrale! Per qualche anno, nel Medioevo, Cremona ha infatti posseduto due centri politici e religiosi autonomi divisi da un corso d’acqua, la Cremonella (oggi coperto), creando una realtà più unica che rara! Nella chiesa di Sant’Agata è visibile poi un grande capolavoro di primo Trecento, la Tavola di Sant’Agata, opera di autore ignoto ma per il quale spesso si è scomodato un paragone con Cimabue. Sempre nel quartiere di Cittanova si può guardare con curiosità all’eclettico palazzo Trecchi o passare per la gotica chiesa di Sant’Agostino per ammirare un’opera di Perugino, la Madonna in trono con Bambino e santi del 1494, commissionata da una nobile famiglia cremonese.

Raccontare per intero Cremona è impresa ardua, per questo indichiamo una serie di suggestioni dalle quali lasciarsi toccare. Per esempio, l’antica chiesa di San Michele con la sua cripta, il complesso di Sant’Abbondio con il suo bel chiostro bramantesco e il santuario Lauretano, copia della Santa Casa di Loreto con la statua della Madonna Nera protettrice di Cremona e liberatrice dalla peste del 1630. Lungo corso Matteotti bisogna camminare con il naso all’insù per ammirare il dialogo tra palazzi liberty e nobiliari come palazzo Cavalcabò, palazzo Cavalcabò Grasselli Baetta, palazzo Pallavicino o il trionfo della decorazione in cotto del palazzo Fodri. Quando si viene a Cremona non si può fare a meno di pensare alla musica e alla liuteria, noi vi consigliamo anche di agire: visitate una bottega di liuteria, ascoltate i rumori, lasciatevi suggestionare dai profumi e dalle movenze dei maestri che sapientemente lavorano il legno. 

Palazzo Trecchi

Un uomo illuminato, così possiamo definire il marchese Alessandro Trecchi colui che ha dato un nuovo volto, quello attuale, al …

Palazzo Cittanova

Cremona è una città particolare, con una storia affascinante e in alcuni casi complessa. Testimonianza chiara di quanto appena affermato …

Palazzo Fodri

La chiesa del matrimonio tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, 25 ottobre 1441, ecco come spesso in maniera non …

Un consiglio? Se puoi, vivi Cremona come un Cremonese! Chi vive la città sa dove andare, quali strade percorrere, quanto tempo spendere, dove fermarsi…

Potreste raggiungere la meravigliosa chiesa di San Sigismondo, in periferia, muovendovi a piedi passeggiando in mezzo alla natura e ai campi senza mai lasciare veramente la città. Arrivati alla meta visiterete un autentico gioiello del rinascimento costruito a partire dal 1463 per celebrare i vent’anni di nozze dei duchi Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Rientrando verso il centro potreste rimanere ai limiti della città antica passando per il baluardo Caracena, dai cremonesi chiamato Porta Mosa una delle ultime tracce di difesa muraria presente a Cremona, individuato anche come il luogo dove il nostro eroe locale Giovanni Baldesio, combattendo in duello, ha liberato la città dal pagamento della tassa della sfera d’oro da corrispondere all’Imperatore. Questo racconto è talmente radicato nella cultura cremonese da essere ricordato anche nell’attuale stemma comunale dove compare un braccio che regge una sfera d’oro accompagnato dal motto “Fortitudo mea in brachio”. Parlando di stemmi comunali non si può non pensare, e visitare, quello ospitato presso la Loggia dei Militi. Guardando questa grande scultura, che coronava la porta San Luca prima e la porta Romana poi, si sorride pensando alla leggenda rappresentata ai lati dello stemma dove compaiono due statue di Ercole che si vuole mitologico fondatore della città. Lasciata la piazza fatevi condurre dalla voglia di osservare, ma fatevi guidare anche dai vostri sensi! Toccate le pietre e i mattoni per saggiarne la freddezza e allo stesso tempo il calore, ascoltate il suono del violino, magari assistendo ad uno dei concerti che si svolgono dal balcone della casa nuziale di Stradivari in corso Garibaldi, guardate i colori e le forme della pittura rinascimentale cremonese, per esempio nella chiesa dedicata a Santa Rita in via Trecchi, annusate i profumi che escono dalle pasticcerie e oltre ad assaggiare il torrone lasciatevi ingolosire dal profumo delle frittate, polpette e merluzzo fritto fermandovi presso un’osteria, magari nella zona del vecchio ospedale tra la chiesa del Foppone e via Aselli, per sorseggiare un bianco e vivere l’esperienza di un aperitivo alla cremonese.

Se la giornata lo consente concedetevi una camminata lungo l’asse del viale Po, iniziando però da piazza Stradivari e passando per corso Vittorio Emanuele presso il teatro cittadino, progettato da un allievo del Piermarini, fino a raggiungere il fiume tra gli edifici simbolo di archeologia industriale della Fornace Frazzi e splendide abitazioni Liberty come la “villa del ragno”.

Se volete scoprire una città non tralasciate nulla; si può capire la storia sportiva camminando lungo le sponde del Po fino alla struttura delle ex-colonie elioterapiche Roberto Farinacci ora chiamate Colonie Padane oppure attraversate l’arcone di via Cardinal Massaia per incontrare la storia di una delle più antiche società sportive d’Italia l’Unione Sportiva Cremonese 1903.

Immaginate che le strade che state percorrendo sono state usate e attraversate dai Romani, Fedrico II, Carlo V, Stradivari, Monteverdi, Mina, Ugo Tognazzi

Un impegno così va premiato! Per chiudere in bellezza il vostro appuntamento con Cremona incontrate la città a tavola assaggiando il salame cremonese, seguito da un bel piatto di marubini per terminare con bolliti e mostarda e una fetta di bussolano.

Un consiglio? Se vuoi vivere Cremona lasciati guidare da un cremonese!

San Sigismondo

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Colonie Padane

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Stadio Giovanni Zini

Il 24 marzo 1903 nasce in un’osteria cittadina, La Varesina, la gloriosa Unione Sportiva Cremonese, massima espressione sportiva di Cremona …