Humans of Cremona

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l progetto di Humans of Cremona è nato all’inizio di febbraio. Ad oggi raccoglie più di cento storie, nella città delle 3T. Più di cento intervistati. Quanti siamo già, umani di Cremona. Forse, ormai, ci conosciamo tutti un po’ meglio. Abbiamo sentito racconti riguardo la crisi, della ferita che è stata inflitta al nostro paese, ma anche di come questa ferita possa essere guarita. Abbiamo sentito parlare della morte, del modo in cui ci priva delle persone che vivono insieme a noi e di ciò che la morte, di loro, non potrà mai portarci via. Abbiamo parlato della vita – e tanto: l’amore, la carriera, i figli, i viaggi, le aspirazioni, i rimpianti, l’amicizia, e questo solo finora, chissà quante altre storie camminano tutti i giorni su via Solferino, da Corso Campi a Porta Mosa, dallo Zaist a Po al Boschetto al Maristella e oltre, in tutta la Provincia di Cremona. Aspettano solo di avere voce. Una settimana fa abbiamo incontrato i ragazzi di Humans of Paris. Hanno posto a noi la domanda che Humans of New York pose loro due anni fa: “Cosa ti ha dato Humans?” Per una volta, siamo noi a trovarci dall’altro lato dell’obiettivo e del registratore. Cosa ti ha dato Humans of Cremona? Giovanni (C): “Cosa vi aspettereste dal signore seduto al bar, dalla ragazza con il cane al guinzaglio o dal turista che si guarda intorno un po’ spaesato? Probabilmente niente. Vi soffermereste su di loro, però, se sapeste che il signore è diventato ricco dopo anni di miseria, la ragazza ha salvato quel cane dai maltrattamenti, e il turista sta lottando da anni contro una grave malattia. Ogni persona che incontriamo ha dentro sé un microcosmo, fatto di forza e debolezza, paura e coraggio, perpetue lotte, inevitabili sconfitte e grandi vittorie. Vita e morte. Humans mi ha insegnato che dietro a ognuno si cela un universo. E noi, grazie a questo progetto, per qualche istante, entriamo a farne parte. Ho imparato ad ascoltare il suono della vita dei nostri umani che procede intorno a me, assimilando le loro storie. Camminando, per un breve tratto, al loro fianco. La soddisfazione più grande è poter condividere tutto ciò con voi.” Ambra (O): “Tre mesi fa non avrei mai guardato le persone come faccio ora. Tre mesi fa forse non le avrei neppure guardate. Ho capito che dietro ogni viso c’è qualcosa di meraviglioso da scoprire ed è un peccato fermarsi alle apparenze, o sbaglio? Vediamo come il rapporto tra noi e gli intervistati cambia nel giro di pochi minuti, solo perché sono ascoltati e noi siamo davvero interessati. Ogni singola intervista ci lascia un’amorevole parte di loro, qualche idea o opinione, ma non solo, a volte proprio grandi lezioni di vita. Ci guidano verso un’apertura mentale che distrugge la barriera delle apparenze, dei pregiudizi e tutto ciò lo dobbiamo a tutti coloro che incontriamo per strada, che sconosciuti non sono, perché hanno condiviso con noi qualcosa di speciale.” Nicolò (H): “Alle volte cammini per strada e incroci persone con cui sai non parlerai mai. Un giorno è la signora tutta firmata, un giorno il ragazzo alternativo, un giorno lo straniero con la birra in mano. Per quanto possa provarci, capita che si ceda allo stereotipo. Il luogo comune. ‘Tu ed io non abbiamo niente in comune, perché sei fatto così.’ Invece no. Invece proprio non esistono cose come le etichette. Ogni essere umano è sfumato. Siamo tutti diversi, e ciò ci avvicina. Quindi più che i numeri e i complimenti, Humans mi ha spinto a scendere in strada, avvicinarmi a un’altra persona, toccare la sua spalla e aprire le orecchie.”


ProCremona_humans

“Se la vedi da un punto di vista migliore, la vivi anche meglio. Insomma, Cremona è bella, e all’estero lo sanno in tanti. Spesso, però, noi ce lo dimentichiamo. Me ne rendo conto ogni giorno. Una sera passeggiavo per piazza Marconi accompagnato dalla musica di un violino che echeggiava per tutte le vie del centro. Un’altra volta, percorrendo le stradine nascoste del Duomo, potevo sentire i liutai accordare i loro strumenti. Mi sono detto: perché nessuno ci racconta Cremona in un modo degno della citta che è? A scuola non mi applicavo più di tanto, ma mi è sempre piaciuto darmi da fare. Pro Cremona vuole raccontare la storia della città tramite brevi video, dalla fondazione, alle bellezze che custodisce gelosamente, fino a ciò che offre oggi.” “Qual è la parte che preferisci?” “Vedere un gruppo di ragazzi che si entusiasma a riscoprire la propria città. Mi fa pensare che il senso d’appartenenza che avevamo è ancora lì, bisogna solo svegliarlo.”