PERCHE’ CREMONA

Per raccontare o scrivere una buona storia è necessaria una parola chiave che sia origine del tutto. Se nell’Odissea si parla di “ira” o nell’Iliade si narra il “ritorno”, per spiegare Cremona bisogna partire da “acqua”. Cremona dalle sue origini, fino ai giorni nostri, pur essendo immersa nella pianura può e deve essere definita città d’acqua. Nata sulle sponde del fiume Po, attraversata dal “canale” Cremonella e dal Marchionis, la città porta nel suo tessuto urbano e nella sua storia i segni della presenza dell’acqua. Le strade, che si irraggiano nella zona retrostante la Cattedrale e il palazzo vescovile, sono testimonianza della lenta e dolce discesa verso il Po quando questo lambiva la zona est della città, che poi per i cremonesi continuerà a portare il nome di zona “Mosa” cioè dell’acquitrino. Le salite e le discese che si incrociano nel nostro cammino per la città portavano in antichità al fiume. La “Cremonella” è ancora visibile nel suo ingresso a Cremona, nella zona della stazione che costeggia il cimitero, e nella sua uscita per immettersi nel corso d’acqua del Morbasco, termine che significa ammorbato, nei pressi di via del Sale. Il suo percorso da secoli, subendo cambiamenti per necessità, attraversa Cremona e si può percorrere anche adesso, sebbene non più a cielo aperto, incontrando luoghi dove l’acqua era la fonte del lavoro in città: mulini, concerie, macelli… L’acqua! L’unica grande costante di tutto il nostro racconto, acqua il vero testimone di una storia che oramai dura da più di duemila e duecento anni…