Il Battistero e il Torrazzo

Il grande simbolo cittadino della Cattedrale deve essere letto e vissuto assieme ad altre due grandi realtà presenti nella piazza. Il Battistero e il Torrazzo. Il Battistero è realizzato nel 1167, l’aspetto odierno è il risultato di alcuni lavori succedutisi nel corso dei secoli. La sua struttura è quella imponente e severa di un edificio romanico in cotto a pianta ottagonale. I lati sono conclusi da contrafforti a spigolo acuto, la facciata è movimentata da monofore e bifore, la cupola interna rialzata a otto spicchi. La pianta ottagonale affonda le proprie radici nelle riflessioni di Sant’Ambrogio, che per la costruzione del battistero di Milano aveva ripreso uno schema architettonico laico e imperiale, quello del mausoleo. Aveva quindi reinterpretato la struttura di un edificio funerario non cristiano in senso simbolico: il numero 8, nella simbologia degli antichi Padri della Chiesa, indica il giorno del Signore, la dies dominica, successivo al settimo, il sabato. Se il numero 7 richiama i giorni della Creazione, l’8 è il suo completamento, il giorno della nuova creazione portata da Cristo con la sua venuta, la sua morte e la Resurrezione. E se la Resurrezione è nuova vita, allora il legame con la rigenerazione battesimale è davvero immediato. Nel Cinquecento vengono portati alcuni importanti cambiamenti, il Battistero viene rialzato tramite l’aggiunta di una loggia e di una fascia in cotto con oculi e dotato di una nuova copertura, i due lati prospicienti la Cattedrale (nord e nordest) vengono rivestiti con materiale lapideo. Sullo zoccolo marmoreo del Battistero di uno dei lati affacciati sull’attuale Piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria, una lastra porta incise le misure standard di un mattone e di una tegola, per regolamentarne la vendita e i prezzi.

Il Torrazzo è’altissima torre campanaria che domina da secoli sulla città e sul territorio circostante. L’altezza, sulla quale ancora si dibatte, sembrerebbe aggirarsi intorno ai 113 m, rendendola quindi la più alta torre di mattoni medievale d’Europa. Si tratta di una costruzione originale di cui ad oggi non si conosce la data di fondazione, ma che deve aver interessato tutto l’arco del Duecento. Per l’analisi del monumento la struttura è divisibile in due parti. La torre romanica di classica tipologia lombarda, quadrangolare, scandita orizzontalmente da 7 cornici di archetti pensili (in prossimità della 2^ è visibile lo stemma comunale risalente al XVII sec) e conclusa dalla merlatura, ad oggi né guelfa né ghibellina. Poi si trova la ghirlanda formata dalla sovrapposizione di 2 tamburi ottagonali progressivamente ridotti verso l’alto e sormontati da una cuspide conica alta 17 mt completata da una palla dorata più una croce del XVII sec. All’interno della torre una cella campanaria ospita 7 campane dedicate ad alcuni santi che formano un concerto in La bemolle, mentre un’altra nella ghirlanda scandisce le ore. Sulla facciata è installato il quadrante del famoso orologio astronomico dei Divizioli, del 1583. Il Torrazzo visibile a molti chilometri di distanza arriva a identificare la presenza di Cremona a chi si stava avvicinando ad essa sena vederne ancora la conformazione, quasi fosse l’albero maestro di una nave,magna phaselus, appellativo che qualificava metaforicamente la città la cui storia scorre scandita dal passaggio sulle acque del Po.

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